Come lavoro davvero.
Sono una persona sola, ma non lavoro da solo. Mi sono costruito un’azienda di agenti AI: un CEO digitale che coordina e cinque team che fanno il lavoro. Non l’ho comprata: non esiste da comprare, l’ho progettata io un pezzo alla volta e la sistemo ancora adesso, dopo ogni lavoro.
Questa pagina esiste perché quando lo racconto di persona la gente mi chiede sempre di rispiegarlo. Quindi lo scrivo, per intero, senza far finta che sia più magico di quello che è.
Chi comanda, chi coordina, chi fa
In cima ci sono io. Decido cosa si fa e cosa non si fa, come deve venire, e cosa esce dalla porta. Se una cosa non mi convince non esce, e non c’è nessuno che possa scavalcarmi.
Sotto di me c’è un CEO digitale, che ho chiamato Jarvis. È un agente AI e non costruisce niente: il suo mestiere è coordinare. Riceve da me l’obiettivo, capisce quali team servono, distribuisce il lavoro, controlla che quello che torna indietro sia all’altezza e me lo riporta. Fa quello che in un’azienda fa un direttore: non tiene in mano gli attrezzi, tiene in mano il quadro.
Sotto Jarvis ci sono i team, ognuno specializzato in un mestiere. Non sono programmi generici a cui chiedo favori: sono squadre costruite apposta, ognuna con le sue istruzioni e il suo modo di lavorare, messo a punto lavoro dopo lavoro. Quando una cosa non funziona non cambio strumento: correggo le istruzioni, e da lì in poi tutti i lavori successivi vengono meglio.
I cinque team
Siti web ed e-commerce
È il team più rodato, e la maggior parte di quello che vedi nel portfolio è uscito da qui. Dentro ci sono i mestieri di un’agenzia: chi studia l’attività e i concorrenti, chi decide la struttura delle pagine, chi scrive i testi, chi costruisce, chi alla fine ripassa tutto a caccia di errori.
Applicazioni da telefono e computer
Strumenti che si aprono dal browser e funzionano allo stesso modo da telefono, tablet e computer, senza scaricare niente. È il team che ha costruito il pannello di un coach sportivo, con le schede degli atleti e i rinnovi degli abbonamenti.
Gestionali su misura
Il magazzino, l’agenda, gli ordini, le comande. Sono i lavori più delicati, perché ogni azienda ha il suo giro e nessun programma comprato lo indovina. Qui il team costruisce sul modo di lavorare che c’è già, invece di chiedere all’azienda di cambiarlo.
Automazioni con l’intelligenza artificiale
Il team che idea e programma le automazioni: rispondere ai clienti, preparare documenti e preventivi, seguire ordini e solleciti. È anche il team che ha costruito buona parte degli altri: le automazioni che vendo le uso prima io.
Preventivi
Prepara le proposte: cosa comprende un lavoro, in che ordine si fa, come si spiega in modo che si capisca. Il prezzo però lo decido io, sempre. Quello non l’ho delegato e non ho intenzione di farlo.
Come si passano il lavoro
Il giro è sempre lo stesso e si può raccontare in cinque righe.
Io do l’obiettivo: “questa azienda fa questo, ha questo problema, serve questo”. Jarvis lo scompone e decide chi lavora e in che ordine. Il primo team raccoglie le informazioni e le passa al secondo, che progetta; il progetto va a chi costruisce; alla fine passa da chi controlla, che cerca gli errori e rimanda indietro quello che non va. A ogni passaggio io guardo cosa è uscito e decido se si va avanti o si rifà.
Non è una catena di montaggio che gira da sola: è una catena di montaggio con me dentro, a ogni cancello. È lenta nei punti in cui serve testa e veloce dove serve solo lavoro.
Cosa faccio io
Quello che non delego è la parte che decide se un lavoro è buono o mediocre.
Decido cosa costruire.
L’obiettivo, cosa serve davvero a quel cliente, cosa invece è una spesa inutile che gli sconsiglio.
Ci metto il gusto.
Un lavoro tecnicamente corretto può essere brutto, banale o fuori tono. Quello lo vedo io, e quando non mi piace lo faccio rifare.
Parlo con te.
Il primo messaggio, la chiamata, l’incontro, la risposta dopo sei mesi quando serve una modifica: sempre io.
Mi prendo la responsabilità.
Se una cosa esce sbagliata non è colpa di un agente: è colpa mia, che l’ho lasciata passare.
Cosa gli agenti non fanno
Un’azienda si giudica anche da dove mette i limiti. Questi sono i miei, e sono quattro.
Il rapporto con il cliente.
Ogni comunicazione che ricevi (un messaggio, una proposta, la risposta a una domanda tecnica) passa da me. Il referente del progetto è una persona sola, dall’inizio alla consegna e anche dopo.
Le decisioni economiche.
La proposta la prepara un team; il prezzo lo stabilisco io, caso per caso, guardando il lavoro che c’è da fare.
La consegna.
Niente viene pubblicato, inviato o consegnato senza che l’abbia rivisto. È l’ultimo cancello del processo e passa sempre da me.
L’uso dei dati incerti.
Quando un’informazione non è verificata, la regola interna è lasciarla vuota e segnalarla, mai completarla a intuito. Vale per gli agenti esattamente come vale per me quando scrivo a te.
Perché te lo racconto
Per due motivi, e nessuno dei due è “perché fa figo”.
Il primo: è il motivo per cui costo meno e arrivo prima. Non ho una struttura da mantenere e ho più braccia di quante ne sembri avere. Se non te lo spiegassi, l’unica spiegazione che ti resterebbe per un prezzo basso è che il lavoro vale poco. E non è quella: sul tuo progetto finiscono più ore di quante ne metterebbe una persona sola, non meno, ed è per questo che un sito, quando serve, te lo consegno anche in 24 ore.
Non fraintendere la parola “automatico”: lavoro molto. Gli agenti non lavorano al posto mio, lavorano insieme a me e mi tolgono di mezzo le ore meccaniche, quelle in cui non serve testa. Il tempo che libero non lo passo a guardare fuori dalla finestra, lo passo sulla parte del lavoro che decide se un risultato è buono o mediocre.
Il secondo: perché è il lavoro che vendo. Se ti costruisco un’automazione o ti insegno a usare l’AI in azienda, ti sto vendendo una cosa che ho già costruito per me. Puoi giudicare il risultato guardando come lavoro, non ascoltando quello che prometto.
Domande frequenti.
Lo fa una squadra che dirigo io. Gli agenti eseguono il lavoro pesante e ripetitivo; io stabilisco cosa costruire, verifico ogni passaggio e faccio rifare quello che non è all’altezza. Il risultato lo firmo io. Gli strumenti contano, ma la differenza la fa sempre chi li governa.
Sbagliano, come sbaglia chiunque. Per questo c’è un team che controlla il lavoro degli altri e ci sono io all’ultimo cancello. Quando trovo un errore non lo correggo e basta: correggo le istruzioni, così quell’errore non si ripete sui lavori dopo. È l’unico vantaggio vero di lavorare così.
In parte sì, ed è uno dei servizi che vendo. Non ti costruisco un’azienda di agenti dalla sera alla mattina, ma il pezzo che ti fa perdere più tempo si può automatizzare, e posso insegnarti a usare questi strumenti nel tuo lavoro. Si parte da un processo solo, quello che ti pesa di più.
Vuoi lavorare anche tu in questo modo?
Raccontami cosa fai e cosa ti porta via più tempo. Ti dico cosa si può automatizzare davvero, e cosa invece no.



