
Le Buatte di Carmelina
Conserve artigianali siciliane: un negozio online costruito sulla storia di famiglia.
Servizi · E-commerce
Costruisco negozi online per le aziende e le attività del Veneto. Il cliente sceglie, paga e riceve conferma da solo, anche quando tu sei chiuso.
Il prezzo dipende da cosa vendi: me lo racconti, e te lo dico per intero prima di partire.
Con cosa lavoro
Ogni negozio online comprende queste sei cose.
Prodotti, categorie e varianti messi in ordine, così il cliente trova quello che cerca in due passaggi invece di cinque.
Scritte per far decidere: cosa è, com’è fatto, quanto costa, quanto ci mette ad arrivare. Le domande che ti farebbe a voce.
Metodi di pagamento configurati e corrieri collegati, con costi e tempi che il cliente vede prima del carrello.
Non più ordini sparsi tra WhatsApp, Instagram e messaggi vocali: arrivano tutti nello stesso pannello, con lo storico.
La creo io, o sistemo quella che hai: chi cerca il tuo nome deve trovare l’attività, non solo il negozio online.
Le modifiche al negozio e le sistemazioni le faccio io. Dal secondo anno il prezzo si concorda in base all’intervento.

Conserve artigianali siciliane: un negozio online costruito sulla storia di famiglia.

Un e-commerce di auricolari fatto da me: selettore modelli disegnato da zero.
Se non devi vendere online, ti serve prima una vetrina
Un prezzo pubblico non c’è: un negozio con dodici prodotti e uno con ottocento sono due lavori diversi, e una cifra unica sarebbe finta.
La piattaforma su cui costruirlo la scelgo dopo aver capito cosa vendi e quanto deve essere tuo, non prima.
Quanti prodotti, quante varianti, se spedisci tu o hai già un corriere.
Quando posso costruisco un pezzo del tuo negozio e te lo mando. Altrimenti ti apro un lavoro che gli somiglia, invece di descrivertelo.
Cosa comprende, quanto costa, in che ordine si procede. Gratuita e senza impegno, e la leggi avendo già visto di cosa parliamo.
Non esiste la piattaforma giusta in assoluto, esiste quella giusta per il tuo negozio. Te la spiego prima di partire, non dopo.
Personalizzi meno: certe cose si fanno come dice lui. In cambio pagamenti, spedizioni, fatture e sicurezza sono già risolti. Canone ogni mese, sempre.
Personalizzi molto di più: se il tuo modo di vendere non entra negli schemi, qui ci entra. In cambio il lavoro iniziale è più lungo. Nessun canone: restano hosting e dominio.
Con pochi prodotti e una vendita lineare, Shopify porta prima al primo ordine. Con un catalogo complicato, o quando il negozio deve stare dentro un sito che fa anche altro, conviene WordPress.
Quale delle due conviene te lo dico dopo aver visto cosa vendi, e ti dico anche perché.
1 · Sceglie
Il tuo prodotto
48,00 €
Disponibile · spedizione in 48 ore
Il cliente vede foto, prezzo e disponibilità, e decide da solo.
1 · Sceglie
Il tuo prodotto
48,00 €
Disponibile · spedizione in 48 ore
Il cliente vede foto, prezzo e disponibilità, e decide da solo.
2 · Il carrello
Costo di spedizione e totale sono scritti prima, non alla fine.
3 · Il pagamento
Carta, PayPal o quello che preferisci: configurati e collegati.
4 · La conferma
Ordine confermato
Ordine 1043 · 54,00 €
Il cliente riceve la conferma senza che tu risponda a un messaggio.
5 · Ti arriva
Il cliente vede da solo dov’è il pacco: non ti scrive per chiederlo.
Premi «Aggiungi al carrello» e prova il percorso d’acquisto.
È una simulazione, non il negozio di un cliente.
Nel 2026
Il cliente che ti manca spesso non sa il nome del prodotto che gli serve, quindi quel nome non lo scriverà mai da nessuna parte. Sa il problema, e il problema lo racconta così com’è, a ChatGPT o a Gemini: «ho una macchia sul parquet, cosa ci passo sopra?»
E la risposta non si ferma al consiglio: arriva fino al link del negozio che quel prodotto ce l’ha. Per sceglierlo la macchina mette a confronto le schede, con dentro a cosa serve, che misura ha, quanto costa e se è disponibile. Se le tue stanno solo dentro le foto di un profilo social non c’è niente da confrontare, e nella risposta finisce il prodotto di un altro negozio.
Le schede prodotto le scrivo io, una per una, con dentro le informazioni su cui uno decide davvero. Un catalogo scritto così lavora tre volte: per il cliente che deve scegliere, per Google e per chi risponde con l’AI.
Dipende da cosa vendi e da quanto deve essere tuo. Shopify è più chiuso sulla personalizzazione ma ha già risolto pagamenti, spedizioni, fatture e sicurezza, e si paga un canone ogni mese. WordPress si personalizza molto di più, ma l’impianto va montato pezzo per pezzo e all’inizio costa più lavoro. Un negozio scritto da zero ha senso solo quando vendi in un modo che nessuna delle due prevede: succede di rado, e in quel caso te lo dico.
Dipende da quanti prodotti hai, da quante varianti ha ognuno e da quanto è complessa la spedizione. Un negozio con dieci prodotti e uno con ottocento sono due lavori diversi. Ti do una cifra sola dopo che mi hai raccontato cosa vendi, e quella cifra resta: non compaiono costi a metà strada.
Sì, è proprio il punto. Ti lascio un pannello dove aggiungi prodotti, cambi prezzi e vedi gli ordini senza chiamarmi. Al lancio ti affianco: facciamo insieme il primo carico di prodotti e il primo ordine di prova, così vedi tutti i passaggi una volta. Poi se serve una mano ci sono, ma non sei legato.
Sì, e spesso conviene. Partire con dieci prodotti curati, con foto e descrizioni fatte bene, funziona meglio che caricarne cento a metà. Il negozio cresce dopo: aggiungere prodotti è la parte facile. Meglio uscire prima con poco e sistemato, che aspettare sei mesi il catalogo completo.