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Automazioni AI per PMI: da dove iniziare

· 6 minuti di lettura

Di intelligenza artificiale in azienda si parla ormai come si parlava del digitale dieci anni fa: tanto, e quasi sempre senza dire niente di concreto. Rivoluzione, trasformazione, nuovo paradigma. Poi entri in un’azienda vera e trovi una persona che alle sette di sera copia dati da un’email a un foglio Excel.

Questo articolo prova a stare dalla parte di quella persona lì. Niente scenari, niente futuro: quattro processi con nome e cognome da cui si parte davvero, tre esempi di cose che ho costruito, e una risposta onesta sui costi.

Cosa intendo per automazione AI

Un’automazione è un pezzo di lavoro che oggi fa una persona e che da domani fa una macchina, con la persona che controlla invece di eseguire. Fin qui non c’è niente di nuovo: si automatizzano cose da decenni.

Quello che cambia con l’intelligenza artificiale è il tipo di lavoro che si riesce a spostare. Prima si automatizzavano solo i compiti con regole rigide: se arriva questo, fai quello. Le cose che richiedevano di capire un testo, riassumere un documento, scrivere una risposta sensata o interpretare un messaggio scritto male restavano per forza a una persona. Adesso una parte di quelle cose si può spostare.

Il punto importante, e che di solito viene saltato: l’AI non è precisa come un programma tradizionale. Un calcolo lo fa sempre uguale, un’interpretazione no. Quindi si usa dove un errore ogni tanto è gestibile e dove c’è qualcuno che dà un’occhiata prima che la cosa esca, e si evita dove serve esattezza assoluta. Chi ti dice che è infallibile o non l’ha mai usata sul serio, o ha qualcosa da venderti.

Se vuoi vedere che tipo di automazioni costruisco, sono tutte qui.

Automazioni AI

I 4 processi da cui partire

Nelle aziende piccole e medie i candidati sono quasi sempre questi quattro.

Rispondere ai clienti

Le domande che arrivano ogni giorno sono sempre le stesse cinque: quanto costa, quanto ci vuole, siete aperti, dove siete, fate anche questa cosa. Un assistente su WhatsApp o sul sito può rispondere a quelle e passarti solo le richieste vere. Non ti toglie il rapporto col cliente: ti toglie il tempo speso a scrivere la stessa frase per la millesima volta.

Preventivi e documenti

Se i tuoi preventivi cambiano solo nei numeri e nelle voci, riscriverli a mano è lavoro che non ti paga nessuno. Stessa cosa per rapportini, schede, lettere di accompagnamento, documenti da compilare partendo da dati che stanno già da qualche parte. È il processo dove il risparmio si vede prima.

Ordini e comande

Quando un’informazione deve arrivare a più persone nello stesso momento e oggi viaggia su un foglio di carta o su un messaggio vocale, lì c’è quasi sempre qualcosa da sistemare. Non è nemmeno il pezzo più “intelligente”: spesso è solo questione di far vedere la stessa cosa a tutti insieme.

Promemoria e follow-up

Le scadenze, i rinnovi, i clienti che avevano chiesto un preventivo e non hanno più risposto. Sono le cose che ti dimentichi quando la giornata si mette storta, e sono anche quelle che valgono di più: un cliente ricontattato al momento giusto vale più di dieci contatti nuovi.

Trovi tutti e quattro spiegati per esteso nella pagina delle automazioni AI per aziende.

Tre esempi veri

Questi li ho costruiti io. E prima ancora che per loro, le automazioni le ho costruite per me: la mia azienda la mando avanti con una squadra di agenti AI che mi sono costruito un pezzo alla volta, quindi quello che ti propongo l’ho già messo alla prova in casa mia. I nomi dei clienti non li faccio, ma i processi sono esattamente quelli.

Un agente di commercio che produceva i contenuti a mano. Voleva farsi vedere online e ogni contenuto se lo faceva pezzo per pezzo: scriveva il testo, montava il video, aggiungeva sottotitoli e logo. Uno alla volta, quasi sempre di sera, con l’obiettivo di arrivare a una ventina di contenuti al mese: impossibile andando così. Adesso manda un messaggio a un bot mentre è in macchina, anche solo un vocale, e si ritrova video e post scritti pronti da controllare. Pubblicare resta una sua decisione: il sistema non pubblica niente da solo.

Una rosticceria dove l’ordine viaggiava su un foglietto. Il cliente compila un foglio, lo porta in cassa, e quel foglio deve poi girare fisicamente per tutti i reparti della cucina. Finché sta in una postazione, le altre non sanno di dover partire: nelle ore di punta significa piatti che escono scoordinati e code. Ho costruito un sistema dove la comanda compare su tutti gli schermi nello stesso momento, con il numero grande, e il banco di ritiro vede a colpo d’occhio quali reparti hanno finito e quali no.

Uno studio sanitario con le cartelle su carta. Anamnesi e cartelle cliniche su fogli, prenotazioni sparse tra una piattaforma, WhatsApp e il telefono. Ho costruito un gestionale dove l’anamnesi è guidata e può compilarla anche il paziente prima di arrivare, dove certi segnali di allarme fanno scattare un avviso automatico, e dove le schede di esercizi si generano e si mandano in PDF invece di essere riscritte ogni volta.

Una precisazione onesta: in due di questi tre casi la parte di intelligenza artificiale è piccola. Li metto lo stesso, perché il punto non è usare l’AI. Il punto è togliere il lavoro inutile, e a volte lo strumento giusto è più semplice e costa meno. Se il tuo problema si risolve senza AI, io te lo dico: quello che ti serve forse è un gestionale su misura.

Da dove si inizia in pratica

Non dalla trasformazione digitale dell’azienda. Da un processo solo.

Il metodo che funziona è banale ed è questo. Prendi la cosa che rifai ogni settimana e che ti pesa di più, non la più complicata: la più noiosa. Guarda quanto tempo ti porta via davvero in un mese, contandolo, non a occhio. Poi automatizza quella e solo quella, e falla girare per qualche settimana con qualcuno che controlla i risultati.

Se funziona, se ne prende un’altra. Se non funziona hai perso un progetto piccolo e non hai fermato l’azienda: è tutta la differenza tra partire in piccolo e partire in grande.

Sulla parte del controllo vale la pena spendere due parole, perché è quella che decide se un’automazione dura. In un lavoro che ho fatto, i messaggi vocali corti venivano capiti male dal sistema, e in modo diverso ogni volta: lo stesso audio di due secondi veniva trascritto in quattro modi differenti, tutti sbagliati. La soluzione non è stata sperare che migliorasse: il sistema adesso legge quei messaggi due volte e, se le due letture non coincidono, invece di tirare a indovinare li scarta e chiede di ripetere. È così che si costruiscono queste cose: sapendo che possono sbagliare e decidendo prima cosa succede quando sbagliano.

Quanto costa?

Dipende dal processo, e su questa pagina non troverai un listino, per lo stesso motivo per cui non lo trovi da nessuna parte quando si parla di software su misura: un assistente che risponde a cinque domande e una catena che prepara documenti pescando da tre sistemi diversi sono lavori di dimensioni lontanissime.

Quello che posso dirti è come lo ragiono. Il prezzo lo faccio sul valore, non sulle ore: quanto tempo ti restituisce quella cosa lì, ogni mese, e quanto vale quel tempo per te. Se il conto non torna a tuo favore, te lo dico e non lo facciamo. Non ho nessun interesse a costruirti qualcosa che poi usi tre volte e abbandoni.

Se ti interessa vedere come ragiono sui prezzi in generale, l’ho scritto per esteso parlando di quanto costa un sito web: il metodo è lo stesso.

Se vuoi capire da dove partiresti tu

Non serve che tu sappia già cosa automatizzare, anzi: quasi nessuno lo sa, e il pezzo automatizzabile è spesso quello a cui non avevi pensato.

Raccontami com’è fatta la tua giornata e quali sono le due o tre cose che rifai sempre uguali. Ti dico se si possono togliere di mezzo, come, e se ne vale la pena. Se non ne vale la pena, quella è una risposta buona quanto le altre.

Giacomo Baldan, titolare di KGB Consulting

Giacomo Baldan

Creo siti web, e-commerce e strumenti AI a Mira, in provincia di Venezia, dal 2021. Scrivo qui le cose che spiego ai clienti a voce, così le trovi anche prima di scrivermi.

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